Ai piedi del Monte Pelmo: ciaspolata al rifugio Venezia (1.947 mt.)

Ciaspolata semplice che parte da Zoppè di Cadore (BL) fino al Rifugio Venezia con il cane, che ci porterà ai piedi del Monte Pelmo

Per un’ultima escursione insieme ad una amica, Stephanie (che ringrazio per alcuni degli scatti che vedrete nell’articolo), la quale ahimè ora è tornata in Rwanda dove vive e lavora ho cercato un luogo che le avrebbe lasciato un ricordo indelebile delle nostre Dolomiti.

La scelta è ricaduta su una ciaspolata ai piedi del Monte Pelmo (3.168 mt). Chiamato in Veneto “El caregon del Padre eterno” (il trono del Padre eterno), la forma inconfondibile del Pelmo lo fa assomigliare ad un trono.

Ciaspolare ai piedi del Pelmo è emozionante per le vedute che la valle zoldana ci offre sulle dolomiti e i nostri pelosi potranno godere di questi spazi aperti e la quiete di un luogo non troppo affollato.

Ci sono numerosi sentieri che conducono al rifugio Venezia e molte tracce “fuori dai percorsi CAI” fatti da chi fa sci alpinismo.

La nostra partenza per il rifugio Venezia è da Zoppè di Cadore (BL)

E’ un piccolo paesino proprio ai piedi del M. Pelmo; possiamo lasciare l’auto in località Case Bortolot in un parcheggio che ospita massimo 5-6 auto, quasi di fronte all’inizio del sentiero.

Ci sono numerosi sentieri che conducono al rifugio Venezia e molte tracce “fuori dai percorsi CAI” fatti da chi fa sci alpinismo.

La nostra partenza per il rifugio Venezia è da Zoppè di Cadore (BL)

E’ un piccolo paesino proprio ai piedi del M. Pelmo; possiamo lasciare l’auto in località Case Bortolot in un parcheggio che ospita massimo 5-6 auto, quasi di fronte all’inizio del sentiero.

Il sentiero era già battuto ma il giorno precedente ha nevicato e lo strato di neve che ricopre la traccia ci fa sprofondare, per questo indossiamo le ciaspole dall’inizio. Siamo in prossimità di una rimessa attrezzi e un cartello letteralmente nascosto dalla neve ci indica la direzione.

Il percorso (CAI 471 – CAI 493)

Cominciamo la nostra escursione seguendo il sentiero fino a raggiungere e oltrepassare un ponticello nascosto dalla neve. Pochi metri dopo attira la nostra attenzione un cartello appeso su di un albero di fronte a noi che indica di proseguire a destra salendo nel bosco.

Ad accompagnarci ci sono delle tracce fresche di capriolo e Sila tende le orecchie e alza il naso, attratta dai profumi del bosco.

Dopo circa due km e mezzo alla nostra sinistra cominciamo a vedere qualche scorcio dell’imponente “caregon” e la traccia prosegue fino a congiungersi con il CAI 493 (che proviene dalla nostra destra), che faremo al ritorno.

Ora il sentiero costeggia le Crode de Pèna, e l’immagine del Pelmo ci accompagnerà fino al rifugio.

Procediamo con cautela perché il pendio è molto ripido e a causa delle alte temperature scarica accumuli di neve. Bisogna sempre prestare attenzione alla morfologia dell’ambiente che ci circonda e soprattutto dobbiamo considerare le previsioni meteorologiche e informarci prima di intraprendere una escursione.

Superato questo breve tratto ci rilassiamo e arriviamo in uno spazio aperto, a pochi passi dal Passo di Rutorto. Potete intravedere i cartelli sommersi dalla neve.

Da qui si apre la vista sul rifugio, protetto dal Pelmo. Ancora qualche minuto e arriviamo alla nostra meta e ci facciamo spazio tra la neve che ricopre la panchina, godendoci il sole che è quasi caldo.

Stephanie prepara sempre degli appetitosi spuntini che, accompagnati con un buon tea caldo, ci ristorano e ci preparano per il rientro.

Ritorniamo sui nostri passi e ci lasciamo il rifugio alle spalle. Più o meno all’ottavo km, al bivio incontrato in salita, procediamo dritti per il CAI 493, che si snoda nel bosco innevato e scende dolcemente verso valle. Dopo alcune casette incontriamo degli sciatori risaliti dal bosco per una traccia non ufficiale ma che avevo visto nella cartina. Chiedo loro se si tratta dello stesso percorso indicato sulla mia cartina e data la conferma scendiamo giù verso destra, prima in mezzo a prati e poi di nuovo nel bosco. La discesa è facile e ci conduce al paese in poco meno di 2 km.

Il sentiero invece prosegue per altri 500 metri, poi vira a destra verso valle e in un km si raggiunge la strada asfaltata (che dovremmo percorrere per 2 km che ci porta fino al parcheggio).

Informazioni utili

  • Partenza/Parcheggiohttp://Via Bortolot, 42, 32010 Zoppé di Cadore BL Eventualmente proseguire per la via fino a raggiungere Malga Livan
  • Cartina: Tabacco 015 Marmolada – Pelmo – Civetta – Moiazza opp. App TABACCOmapp E02H
  • Percorso: 11 K M – 600 mt dsl + (14 km seguendo il sentiero)
  • Difficoltà: E – fare attenzione al periodo in cui si percorre il sentiero. Informarsi sempre prima di partire. Ottimo percorso per le ciaspole.
  • Periodo: Tutto l’anno.
  • Punti di ristoro/bivacchi: Rifugio Venezia (solo nel periodo estivo)
  • Acqua: non sono presenti sorgenti lungo il percorso.
  • Attrezzature: abbigliamento comodo e caldo in inverno e ciaspole e/o ramponcini semplici.