Da Agordo al Rifugio Bruto Carestiato (mt. slm 1834)

Itinerario di media difficoltà ma adatto ai nostri amici a 4 zampe che ci porterà dalla località Le Grave, Agordo (BL) al Rifugio Bruto Carestiato (a mt. 1834 slm), attraverso un bosco brulicante di vita e panorami mozzafiato.

E’ proprio ai piedi della parete sud della Moiazza, palestra di roccia per gli appassionati di arrampicata, che venne costruito nel secondo dopoguerra il rifugio Bruto Carestiato, a 1.834 mt slm. Oggi il rifugio si presenta in veste moderna, per poter ospitare i numerosi escursionisti provenienti sia dal Passo Duran per una scampagnata giornaliera, sia dai più audaci che provengono dal Rif. Vazzoler sull’Alta Via 1.

Il percorso classico parte dal Passo Duran e in poco meno di un’ora permette di raggiungere a piedi o in bici il rifugio. Ovviamente noi ti proponiamo un sentiero un pò meno frequentato ma sempre molto bello e panoramico che raggiunge il rifugio Carestiato proprio da Agordo.

Punto di partenza:

Si parte da Loc. Le Grave, a 3 minuti dal centro di Agordo. Si lascia l’auto in un grande parcheggio proprio all’inizio della strada, che percorreremo poi fino alla fine per circa 700 mt su asfalto per poi continuare lungo la strada sterrata che ci porta verso il sentiero CAI 547.

Sulla cartina Tabacco il CAI 547 parte da loc. Piasent (a sinistra del torrente Rova). Infatti io e Sila siamo partite proprio da qui, ma il sentiero risulta ceduto in alcuni punti e un ponte proprio sul torrente è stato investito da una frana ed è molto pericolante. Quindi seguite le indicazioni che vi ho scritto sopra per il punto di partenza.

Il percorso…

Zaino in spalla e si parte! Percorso il primo tratto asfaltato si prosegue su strada sterrata fino a raggiungere una caséra (dietro la quale troviamo i cartelli con le indicazioni). Da qui il sentiero si fa più stretto e comincia a tirare. Per fortuna rimane dentro il bosco ma consiglio comunque di partire presto in estate, altrimenti l’effetto sauna è assicurato.

Per circa due km la pendenza non lascia scampo quindi io e Sila ce la prendiamo con comodo e ci godiamo i rumori di un bosco pieno di animali che scorrazzano. Io ho lasciato Sila senza guinzaglio solo in alcuni tratti, infatti abbiamo avuto la fortuna di incrociare almeno 2 caprioli.

Superata un’altra casèra, questa volta ben restaurata, ci si ripresenta nuovamente una strada sterrata. Da qui si attraversa Malghe Foch, un piccolo paradiso di abitazioni private, per lo più seconde case.

Il panorama è magnifico sul paese di Agordo e le prealpi, mentre a nord la parete sud della Moiazza con il suo punto più alto a 2878 mt. domina sulla vallata sottostante.

Superate anche le ultime abitazioni si deve abbandonare la strada sterrata, che come vedrai è quella che si percorrerà al rientro, e i cartelli indicano chiaramente la nostra direzione: ultima salita su sentiero in parte erboso.

A questo punto ho concesso un pò di libertà a Sila, era anche un pò stanchina e quindi tende a non allontanarsi proprio da me. Infatti l’afa non risparmia nessuno e anche i nostri pelosi ne possono soffrire.

Di nuovo si incontra un’altra sterrata: finalmente è quella che sale da passo Duran e in men che non si dica si intravede il rifugio Bruto Carestiato.

Io e Sila ci fermiamo davanti al rifugio per godere del magnifico panorama, indosso la giacca a vento che non scordo mai, anche perché erano circa 8 gradi!!!, e pranziamo (eh si, ho ceduto mezzo panino a Sila).

Poco dopo viene a trovarci un cane, che poi ho capito essere dei gestori, saliti in previsione dell’imminente apertura (5/6 giugno). E’ dolcissimo, indifferente ai tentativi di allontanarlo da parte di Sila, si è fatto coccolare e alla fine è riuscito anche a farsi accettare dalla mia lupa un pò prima donna.

Per la discesa optiamo per il sentiero CAI 548, che scende proprio di fronte al rifugio, impossibile sbagliare.

Comincia molto ripido prima in mezzo al bosco poi si apre in una distesa di pino mugo, che io a dir poco adoro! Sono solo 2 km, infatti in poco si raggiunge la strada sterrata che si percorre all’andata, e si prosegue a sinistra verso malghe Foch.

Da qui si ritorna all’auto con il sentiero di andata, risalendo dapprima la sterrata verso sinistra, direzione malghe Foch e poi proseguendo per il percorso che già conosciamo.

Perchè scegliere sentieri “secondari”?

Andando a camminare con Sila ho cominciato a preferire, nei luoghi turistici (quelli dove rischi di trovarti in coda per capirsi) sentieri meno gettonati, evitando le vie di accesso principali per due motivi: il primo per poter godere di quella piacevole solitudine che la montagna sa regalare, e che mi permette di lasciare Sila più libera possibile. Il secondo motivo è che i sentieri meno percorsi a volte sono anche più belli secondo me, e si ha la possibilità di incontrare animali selvatici.

Informazioni utili:

  • Partenza/Parcheggio: Loc. Grave – Agordo (grande parcheggio gratuito all’inizio oppure pochi posti alla fine della strada/inizio strada sterrata – CAI 547)
  • Cartina: CAI 547 + 548 Valle Agordina
  • Percorso: 15 K M – 1250 mt dsl +
  • Difficoltà: E – nessuna difficoltà tecnica a parte il dislivello, soprattutto nei primi km. Sentiero ben segnalato.
  • Periodo: tutto l’anno ad eccezione del periodo invernale se ha nevicato (tratti molto pendenti)
  • Punti di ristoro/bivacchi: Rifugio Carestiato – 5-6 Giugno / Settembre
  • Acqua: saremo accompagnati da ruscelli e torrenti durante tutto il tragitto.
  • Attrezzature: abbigliamento e calzatura da escursionismo. Si consiglia pantalone lungo e spray contro le zecche. Antiparassitario per i propri cani.