Escursione con il cane al rifugio Coldai e all’omonimo lago

Facile passeggiata in Veneto, al rifugio Coldai e all’omonimo lago, ai piedi del Civetta.

Ci sono luoghi che non hanno bisogno di grandi presentazioni; uno di questi è il Rifugio Coldai e l’omonimo lago, che si trovano ai piedi del Civetta e sono punto di appoggio per chi decide di intraprendere l’Alta Via nr. 1 delle Dolomiti.

Il sentiero è semplice e alla portata di tutti. Ricordiamoci comunque che siamo in un sentiero escursionistico, e anche se la meta è molto frequentata bisogna sempre essere adeguatamente attrezzati.

Percorso

Il sentiero CAI 564 è molto semplice, parte dal Rifugio Palafavera a lato della seggiovia e prosegue in leggera salita per circa 1 ora fino a Malga Pioda, utilzzata per l’alpeggio e di fronte alla quale troviamo una bella fontana dove riempire le borracce.

Non incontriamo nessuno fino a qui, ma abbiamo scelto un giorno infrasettimanale per evitare il caos e, bisogna ammetterlo, molte persone preferiscono servirsi della seggiovia che sale dal Palafavera o da Piani di Pezzè (Alleghe).

Ci godiamo la vista sul Pelmo. Che spettacolo, il cielo azzurro intenso e le nuvole che corrono velocemente spinte dal vento, il silenzio della montagna nel periodo di bassa stagione, quando i turisti cominciano a sparire e il solo suono che si sente è il fischio delle marmotte che si nascondono in mezzo ai massi.

Da Malga Pioda ci avviamo verso il CAI 556 che sale verso sinistra su terreno ora roccioso e un pò più sconnesso.

Anche qui non troviamo difficoltà ma dato che il tratto che si inerpica verso il rifugio è completamente esposto al sole dobbiamo ricordare che in estate non va affrontato accompagnati dai nostri cani nelle ore più calde.

L’arrivo al Rifugio Coldai, una finestra sul Monte Civetta e il Monte Pelmo.

Ad un certo punto raggiungiamo la teleferica utilizzata dai gestori del rifugio per i rifornimenti, e proseguiamo per qualche centinaio di metri fino a scorgere il rifugio A. Sonino Coldai (2132 mt. slm). Noi decidiamo di proseguire subito per il passo e quindi il lago.

Il sentiero continua dietro all’edificio fino su terreno ghiaioso e, raggiunta la sommità del passo appare in basso nella piana il lago dall’inconfondibile verde smeraldo. Il livello dell’acqua è basso come sempre a fine stagione, essendo questo un lago di origine glaciale.

Io e Sila decidiamo di provare la salita alla cima Coldai mentre Dario e Bruma ci aspettano al rifugio. Bisogna prestare attenzione perché non è segnalata da cartelli, però io avendo controllato la mappa sapevo dove salire e ho subito individuato la traccia che sale a destra del passo. Un aiuto nell’orientamento è dato dagli ometti di sassi lungo il tracciato (sassi sovrapposti uno sopra l’altro).

L’ultimo tratto invece è molto esposto e bisogna letteralmente arrampicarsi. Si tratta degli ultimi 10 metri che sconsiglio di fare con il proprio cane soprattutto se non ci sentiamo sicuri. Io ho infatti deciso di fermarmi poco sotto la cima perché non mi sentivo sicura, sebbene Sila fosse libera e non di ostacolo al mio passo.

Credo fermamente che quando si “va per montagna” bisogna essere consapevoli in primis delle proprie capacità, ma anche di capire nell’esatto momento in cui ti trovi a dover affrontare un passaggio più esposto o impegnativo, se te la senti oppure saper rinunciare. Soprattutto se amate camminare con il vostro cane sapete che può essere un ostacolo in alcune situazioni, dove è necessario liberarlo dal guinzaglio perché potrebbe essere un pericolo per noi stessi.

Torniamo sui nostri passi, foto di rito al lago dall’alto e raggiungiamo Dario e Bruma per pranzare e riposarci al sole.

Il rientro segue il percorso dell’andata. La discesa sarà resa ancora più piacevole dalla vista del Monte Pelmo, detto anche “il trono di Dio” o, in dialetto, “el Caregon del Padreterno”, per la forma peculiare che caratterizza questo massiccio dovuta all’avvallamento formatosi negli anni dal circo glaciale.

Buona montagna e ci vediamo in sentiero.

Informazioni utili

  • Partenza/Parcheggio: Palafavera (1507 mt. slm)
  • Cartina: CAI 564, CAI 556
  • Percorso: 10 KM A/R- 625 mt. dsl
  • Difficoltà: E – nessuna difficoltà tecnica fino al lago Coldai. La salita alla cima è molto esposta e stretta.
  • Periodo: primavera, estate, autunno.
  • Punti di ristoro/bivacchi: Rifugio Coldai
  • Cane: adatto. Sentiero molto frequentato.
  • Acqua: presente una fontana dalla malga Pioda.
  • Attrezzature: abbigliamento e calzatura da montagna.